Il 2 Giugno, FESTA NAZIONALE. Una svolta per l’Italia e, per milioni di donne italiane, una conquista. ELENA COLONNA, ATELIER, NAPOLI, racconta.

La Festa della Repubblica, celebrata ogni 2 giugno, è la principale festa nazionale civile italiana. In questa data si ricorda il referendum istituzionale indetto a suffragio universale il 2 e il 3 giugno 1946, con il quale gli italiani venivano chiamati alle urne per esprimersi su quale forma di governo, monarchia o repubblica, dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo.

 

Il 2 giugno 1946, segna anche una svolta, per milioni di donne italiane che, per la prima volta, andarono  alle urne (due mesi prima c’era stata una prova generale con alcune amministrative) per esprimere il loro voto, partecipando anche loro al momento storico fondamentale che decretò l’esilio di “Casa Savoia”.

Una vicenda bellissima, frutto di anni di dibattiti, di lunghe battaglie politiche, sociali, culturali.

La signora Elena Colonna era proprio piccina in quella memorabile data, ma la sua attività era già affermata grazie alla sua famiglia che, come molti già sanno , possedeva  5 negozi:  a via Duomo, a piazza Nicola Amore, corso Umberto, di fronte all’Università,( la sede più prestigiosa con 4 vetrine su strada,e che  si sviluppava sui 3 piani ) ed in seguito a  piazza dei Martiri;  queste  erano  le strade  più belle e commerciali della Napoli del tempo.

Tra boutique  uomo e donna, abiti da Sposa e Comunione, con annesso laboratorio su misura, negozio di stoffe, e biancheria per il corredo e per la casa, l’ Elena  Colonna bambina, respirava già ” aria” di alta moda, stile ed eleganza.

Pur essendo, una bimbetta, Elena  ricorda perfettamente  l’emozione dei membri femminili della sua famiglia ed il fervore e l’emancipazione che questo evento del 2 giugno 1946, diede alle donne in generale.

Si era finalmente compreso il valore della donna, come  mente pensante, autonoma ed indispensabile alla vita sociale e civile, oltre che familiare!

L’atelier del padre fu  fondato esattamente nel 1945, e la signora Colonna, forse influenzata anche dal “grande momento” storico vissuto da bambina, anni dopo, decise di camminare con i suoi passi, fondando la sua ormai affermata ” maison”: L’ATELIER ELENA COLONNA, partendo dalla sede di Piazza dei Martiri, e successivamente spostandosi al Palazzo Leonetti, in via dei Mille, sede attuale. In fondo si era “cibata” per anni e anni di Alta  Moda , stile e cambiamenti di tendenza , seguendo con perizia e dedizione i diversi look femminili che, come abbiamo detto anche altre volte, altro non sono se non lo specchio vivente del mutamento della nostra civiltà e vita in generale.

<<La moda  cambia perchè cambiano i tempi e la società!>>,  ama dire con la sua esperienza sul campo. In effetti è proprio così, e la moda, oltre che “specchio delle società”  è anche un modo attraverso cui la donna ha sempre manifestato, espresso e rappresentato la propria condizione ed emancipazione.

Chi  meglio della signora Elena, quindi,  può aiutarci a capire i cambiamenti più significativi per la moda femminile dopo il 1946?

Nel suo laboratorio di quel tempo, ci si ispirava molto a Parigi: era quella la città che dettava lo ” stile” dell’ Alta Moda e che, naturalmente, influenzava i  “gusti” e lo spirito degli stilisti italiani che cominciavano a fare capolino, nel mondo. ( La nascita della “moda italiana” viene fatta risalire storicamente al 12 febbraio del 1951).

Già una certa ” ribellione” da parte delle donne, si era manifestata  in Francia quando, nel maggio del 1946, a Parigi, in occasione di una sfilata di moda, aveva debuttato il bikini!!! In  Italia questo fu uno choc, e questa moda “trasgrassiva” si affermò, da noi,  molto dopo, dato che  per anni alle signorine ” per bene” non fu  consentito indossare “l’indecente due pezzi”.

Elena  Colonna ha iniziato la sua carriera  in un negozio di calze che apparteneva alla sua famiglia, e ricorda che proprio in quell’epoca si erano abbandonate le calze di cotone, doppie e poco femminili, per fare posto alle più “sensuali”  calze di seta, che lasciavano intravedere in trasparenza le gambe, facendo “sognare” gli uomini del tempo. Queste speciali calze, inoltre, venivano indossate con la guepiere, o con il reggicalze: femminili ed audaci!!!!  (Una curiosità che forse , non tutti conoscono: le calze, quando si “smagliavano”, non venivano buttate! Si “rammagliavano”  in appositi laboratori specializzati, e la famiglia  della signora Elena ne aveva uno proprio vicino alla chiesa S. Maria Assunta al Duomo.

Altro accessorio immancabile per le donne di un “certo ambiente”, erano i guanti, allora sinonimo di stile ed eleganza; le donne che seguivano la moda avevano diversi tipi di guanti, in diversi materiali e per tutte le occasioni.  Le signore “chic”, non uscivano di casa MAI sprovviste di guanti e cappello, altra icona di bon ton. In tutte le case “bene”  vi erano, infatti, diverse cappelliere, che custodivano  cappellini vezzosi o meno, i quali, spesso, erano  fatti fare su misura da famose modiste di Parigi.

Queste “scatole”  avevano e hanno un fascino ed una bellezza unica: oggi sono molto imitate, ma non servono allo stesso scopo.

Alcuni ” cimeli” autentici di Parigi sono gelosamente conservati,all’Atelier Elena Colonna, e c’è  veramente da divertirsi e da sbalordirsi di fronte ad alcuni tesori, testimonianze vere di stili e tendenze di tutti i tempi.

La signora Elena Colonna ricorda una stilista molto in voga alla fine degli anni 40, Madame Grès, regina dell’haute couture che salì in cima al mondo… ma morì poverissima e dimenticata; e tra le  riviste ereditate di allora conserva ancora qualche suo  figurino.

In Atelier gli abiti da sera si confezionavano con i  bozzetti originali di  Emilio Schuberth, che fu il Maestro indiscusso della moda italiana e stilista delle dive. Forse non tutti sanno che fu il maestro di Valentino, diventato poi il guru incontestato dello stile italiano,  a partire dalla  fine degli  anni 50.

Ci sarebbe tantissimo ancora da dire…ma mi fermo qui! ( la mia passione per la storia della moda ed il “costume” , a volte mi prende la mano… )

Concludo dicendo che il 2 giugno 1946  segna un fondamentale cambiamento della vita degli italiani: la guerra è ormai “lontana”, la gente sta ricominciando a vivere,  un passo in avanti per l’emancipazione della moda e, soprattutto, della donna che, nonostante le ferite del conflitto, “rinasce” nell’immagine gradevole di un’Italia spensierata ed un pò maliziosa!

Elena Colonna, femminista com’è, ci tiene a sottolinearlo!!!!

 Una foto di “oggi”  di Elena Colonna , mentre ringrazia il suo pubblico, dopo una personale sfilata di Alta Moda.

Condividi questa pagina

Commenta